fbpx
remarketing

Campagna di remarketing

Ti è mai capitato di visitare un sito, di visionare un prodotto e poi trovarlo nella pubblicità sui social, su altri siti o quando fai una ricerca su Google? Ecco, non sei vittima di stalking, sei stato semplicemente retargettizzato! Il Remarketing (o retargeting) è un tipo di Advertising PPC che permette di raggiungere gli utenti che hanno precedentemente visitato il tuo sito web ma che non hanno effettuato una conversione. Infatti solo il 2% del traffico web converte alla prima visita; il remarketing è progettato proprio per aiutare le aziende a raggiungere quel restante 98% di utenti che non hanno effettuato subito l’azione desiderata (iscrizione, contatto, acquisto).

Questa funzione, disponibile in Google AdWords e Facebook Ads, è tra le più efficienti e performanti si ha a disposizione sul web. Il remarketing “insegue”, in maniera mirata, gli utenti e li stimola a tornare per concludere l’azione; una forma di marketing comportamentale che aiuta a mantenere il tuo marchio visibile ovunque sulla rete.

Immaginiamo di possedere un sito ecommerce che vende vini e di attivare una campagna di remarketing mirata per i  vini rossi. Supponiamo che un utente entri nel nostro sito, visiti la sezione dedicata ai vini rossi italiani, ma non compri nulla a causa della non disponibilità del Montepulciano. Da quel momento in poi, la rete di siti facenti parte del circuito del fornitore di remarketing, mostrerà all’utente annunci dedicati ai vini rossi italiani del nostro e-shop. Grazie a questo sistema, l’utente potrà realizzare la conversione nel momento in cui il Montepulciano tornerà disponibile, o lo saranno altri vini di suo interesse.

Come funziona?

Il Remarketing è una tecnologia basata sui cookie, che utilizza un semplice codice Javascript anonimo per “seguire” il pubblico su tutto il web.

Per impostare una campagna di remarketing bisogna innanzitutto inserire un codice (chiamato pixel) all’interno del tuo sito web. Il codice, che viene generato dal fornitore di remarketing nel momento di creazione di una nuova campagna, è impercettibile per i visitatori del sito e non influisce sulle prestazioni del tuo sito. Ogni volta che un nuovo visitatore accederà al sito, il codice rilascerà al browser un cookie anonimo (viene salvato il “passaggio” sul sito, non i dati personali dell’utente). In seguito, quando i visitatori tracciati da questo cookie navigheranno sul web, il cookie permetterà al tuo fornitore di remarketing di pubblicare annunci visibili solo a persone che hanno già visitato il tuo sito.

Riuscire ad individuare gli utenti che hanno già visitato il tuo sito è grande vantaggio perché puoi sfruttare la tua trust per invitare di nuovo la persona a visitare una pagina, magari con una offerta speciale dedicata visibile direttamente nei risultati di ricerca di Google (legando il remarketing a determinate parole chiave). Ad esempio se un utente visita la pagina delle marmitte sul tuo ecommerce, a questo punto si potrebbero creare una lista di parole chiave generiche sulle marmitte ed inserire l’utente in modo che se dovesse cercare di nuovo marmitte online vedrà il tuo annuncio dedicato. Così facendo è possibile sfruttare parole chiave generiche in ambiti molto specifici e mirati.

Perché funziona?

Quando una persone deve acquistare qualcosa o sottoscrivere un abbonamento, difficilmente lo fa d’impulso, in particolare se si tratta di spese ingenti o impegni importanti. Solo una piccola percentuale degli acquisti vengono portati a termine alla prima visita.

La vera forza del remarketing è quella di poter profilare offerte specifiche per chi ha visitato il tuo sito senza effettuare conversioni. Succede quelle volte che aggiungi un prodotto nella tua lista dei desideri e poco tempo dopo ti viene notificata un’offerta scontata proprio per quel prodotto.

Una strategia di remarketing può essere diretta o indiretta:

  • Diretta: Poniamo l’esempio che io venda un vaso in vetro di Murano. Posso inserire un codice per il remarketing sulla pagina d’acquisto dello stesso vaso e mostrare successivamente la pubblicità indirizzando gli utenti sulla stessa pagina prodotto. In questo caso si sfrutta un interesse specifico verso un prodotto.
  • Indiretta: utilizziamo sempre lo stesso esempio del vaso in vetro di Murano. Invece di inserire il codice di tracciamento sulla pagina del prodotto, posso decidere di inserirlo nelle pagine del blog relative al vetro di Murano. In questo caso si sfrutta un interesse più generale, verso un argomento.

Una campagna di remarketing ben impostata offre tassi di conversione generalmente più alti delle altre campagne per i seguenti motivi:

  • fattore trust: l’utente conosce già il tuo sito e quindi potrebbe avere maggior fiducia ad acquistare
  • fattore interesse: sapendo cosa interessa all’utente puoi creare annunci ed offerte dedicate particolarmente vantaggiose
  • fattore ricorrenza: a furia di vedere il tuo annuncio l’utente potrebbe lasciarsi convince.

E’ questo il motivo per il quale le statistiche confermano che il ROI (Return On Investment) derivante da questo tipo di approccio risulta essere più elevato, se confrontato ad altre tipologie di campagne.

Conclusione

Il Remarketing è un potente strumento di branding e ottimizzazione delle conversioni, ma funziona meglio se è parte di una strategia digitale più ampia. Esso funziona molto meglio se in combinazione con il marketing inbound e outbound o di generazione della domanda. Ad esempio, strategie di marketing che coinvolgono contenuti, SEO, AdWords e Social Media Marketing (come gli annunci pubblicitari su Facebook, Linkedin, ecc.) sono l’ideale per acquisire traffico, ma non aiutano l’ottimizzazione della conversione. Al contrario, il remarketing può contribuire ad aumentare le conversioni, ma non può guidare la gente al tuo sito. La migliore possibilità di successo sta perciò nell’utilizzare uno o più strumenti per indirizzare il traffico al tuo sito, e il remarketing per ottenere il massimo da quel traffico.